Cisita Parma a Green Economy Festival 2026
Anche quest’anno Cisita Parma, ente di formazione di UPI e GIA, ha confermato la sua partnership con il Green Economy Festival, manifestazione che si è tenuta a Parma nei giorni scorsi. Una partecipazione che ha lo scopo di condividere da un lato riflessioni e confronti sui diversi aspetti delle sfide globali legate alla sostenibilità e all’innovazione e, dall’altro lato, di testimoniare l’importanza della formazione e delle nuove competenze nell’ottica di governare in maniera sempre più efficace e consapevole le fondamentali transizioni in atto.
In particolare, l’Ente di Borgo Cantelli è stato promotore dell’evento dal titolo “La ricerca tra competenze e AI: sfide per il futuro”, che si è svolto sabato 18 aprile presso la Sala Conferenze di Palazzo Soragna, sede dell’Unione Parmense degli Industriali. L’appuntamento ha rappresentato l’occasione per presentare il libro “Quanto vale la conoscenza? Cinque lezioni per la ricerca del futuro” (Egea, 2026) di Maria Chiara Carrozza, docente di Bioingegneria Università Milano Bicocca, già Ministro dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca e già direttrice CNR. Nel corso dell’incontro la Professoressa Carrozza ha dialogato con Giovanni Caprara, saggista ed editorialista scientifico Corriere della Sera, mentre a introdurre i lavori è stata chiamata Irene Rizzoli, Presidente di Cisita Parma, che ha raccolto la domanda posta dal titolo del volume – “Quanto vale la conoscenza?”, appunto – per restituirla nella sua dimensione più concreta: «quella di un interrogativo che attraversa quotidianamente la vita di ciascuno, come individui chiamati a investire su se stessi, come genitori, come imprenditori, come responsabili di sistemi territoriali».
«Una domanda – ha continuato la Presidente di Cisita Parma – che oggi diventa decisiva di fronte alle grandi transizioni in atto, dalla sostenibilità all’intelligenza artificiale, perché solo la conoscenza può trasformarle da fenomeni subìti in opportunità concrete per imprese e territori. Di fronte a sfide come la sostenibilità o l’intelligenza artificiale, le imprese hanno due strade: far crescere le competenze interne o affidarsi al consulente esterno. Due aspetti che comportano altrettante prospettive sostanzialmente differenti: la consulenza (forse) risolve, la conoscenza trasforma».
È proprio da questa convinzione che nasce l’annuncio, condiviso dalla stessa Rizzoli nel corso dell’incontro, del nuovo Osservatorio Permanente sulla Formazione nelle Imprese Parmensi, promosso da Cisita Parma in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma.
«L’iniziativa muove dalla consapevolezza che la formazione continua rappresenta oggi una leva strategica per la competitività delle imprese, la qualità del lavoro e la capacità di governare le transizioni – tecnologica, organizzativa, ambientale e demografica – che stanno ridisegnando il sistema produttivo. In un tessuto come quello parmense – ha aggiunto la Presidente dell’Ente di UPI e GIA – fortemente eterogeneo per dimensione e settore, i bisogni formativi non sono mai uniformi: l’Osservatorio si propone così di superare una visione generalista della formazione, restituendo al territorio una mappa strutturata e continuativa di competenze, priorità e gap su cui intervenire».
In chiusura dell’evento, anche sulla scia del confronto sviluppato con i protagonisti del dibattito, la stessa Rizzoli ha chiesto a Maria Chiara Carrozza con quali lenti interpretative le imprese dovrebbero guardare al futuro. Nella sua risposta la Professoressa Carrozza ha elencato i seguenti punti: «empowerment giovanile, immaginare quali saranno i modelli di consumo di domani (che facilmente non saranno più quelli di oggi, men che meno quelli di ieri), fare un’attenta valutazione delle risorse disponibili e pensare a soluzioni che possano alleggerire la solitudine delle persone, il disagio psicologico, trovando soluzioni che mettano al centro il benessere e la persona in una società affaticata dal proprio presente».
Un’indicazione, quest’ultima, ritenuta decisamente significativa dalla Presidente Rizzoli, che ricorda infine come «la Professoressa Carrozza ha, tra i tanti meriti, quello di aver fondato National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversità, coordinato dal CNR. In poche parole, se d’ora in avanti in Italia la ricerca sulla biodiversità – università, CNR, enti pubblici, imprese, aree protette – avrà un unico coordinamento strategico, lo dobbiamo a lei».



