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Formazione e Agroalimentare: a Parma un binomio vincente

Formazione e Agroalimentare: a Parma un binomio vincente

La Food Valley conferma l’importanza della formazione come garanzia per il successo del settore

 

L’investimento in formazione si conferma essere un trend in netta crescita in Emilia Romagna ed in particolare a Parma, soprattutto per quanto riguarda il settore alimentare.

Un recente articolo comparso sul Sole 24Ore segnala come Parma abbia infatti registrato negli ultimi anni un’impennata delle iscrizioni ai corsi riguardanti l’agroalimentare, tra cui spicca il corso ITS “Tecnico Superiore Responsabile delle produzioni e delle trasformazioni agrarie, agro-alimentari e agro-industriali” organizzato dalla Fondazione ITS Parma, che ha raccolto lo scorso settembre un’altissima richiesta d’iscrizioni e che ha aperto nel mese di luglio di quest’anno le adesioni alle selezioni per il prossimo VI ciclo. Ma non solo, anche per quanto riguarda la formazione aziendale Cisita Parma – ente di formazione di Upi e Gia – ha potuto riscontrare un’incoraggiante attenzione delle imprese alimentari nei confronti della formazione inerente il settore, lavorando negli ultimi due anni con più di cento aziende parmensi del food nell’ambito di interventi formativi che spaziano dalla sicurezza alimentare alle norme per la tutela dell’ambiente, dai regolamenti per il confezionamento e l’etichettatura alle strategie per l’internazionalizzazione.

Il dato che emerge in modo rilevante risulta quindi la crescente consapevolezza delle aziende che a fare la differenza nella competizione globale siano principalmente le competenze delle risorse umane.

L’analisi è ulteriormente confermata dall’ultimo rapporto TrendEr (Osservatorio Cna, Bcc e Istat) dal quale risulta che ad uno sguardo più ampio, nonostante il calo del fatturato e degli investimenti nella seconda metà del 2013, le piccole aziende della nostra regione abbiano invece aumentato i propri investimenti nel campo della valorizzazione delle risorse e nella formazione (+4,3%), rispondendo così alla crisi con un incremento di competenze e di qualificazione.

Come sottolineano anche le parole di Ugo Girardi, segretario generale Unioncamere Emilia Romagna, rilasciate sempre al Sole 24Ore «Il territorio ha capito che la ripresa si può cavalcare solo puntando sulla qualità. E la qualità, intesa anche come innovazione, al pari dell’internazionalizzazione ha come premessa la valorizzazione delle risorse umane».